Cos’è questa audacia? Al Festival dell’autarchia, fiera campionaria della produzione italica, scandalo (ma senza drammi) per mamma Rai. Due volte censurata. Divieto ai minori di 18 anni per ‘Un gioco da ragazze’ di Matteo Rovere. Ma si può raccontare certa spericolata gioventù con la voglia di pasticche, alcol e sesso senza mostrarli? Urge un taglia e cuci giudizioso sennò resta fuori dalle sale buona fetta del pubblico di riferimento. Sintetizza bene la frase letta da Enrico Magrelli su un muro della capitale: ‘Io e te tre metri sotto a un treno’. È andata meglio a ‘Il passato è una terra straniera’: stupri, droga e gioco d’azzardo vietati ai minori di 14. Daniele Vicari, regista laziale in trasferta tra i bassi di Bari, ha una teoria che condividiamo: molti dei film che ti segnano la vita in Italia escono censurati. Andate a colpo sicuro quindi. Intanto Caterina D’Amico, capo di Rai Cinema, prepara ricorsi e scherza sul ‘trend favorevole’: «Il primo vietato ai 18, il secondo ai 14, magari il prossimo lo potremo volantinare nelle scuole!».Ancora soldi di viale Mazzini per ‘Il sangue dei vinti’ dal libro di Pansa, diventato la strana storia della prostituta romana ammazzata a San Lorenzo mentre cadevano le bombe del 19 luglio ‘43. Gasparri s’aspettava una clava da dare in testa ai partigiani. Invece è stato suonato e fischiato. Da censura (lui) quando chiede «un film per ogni libro di Pansa, li ho letti tutti».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80341