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Fascismo: Alemanno spiega, Veltroni si dimette La Russa: rispetto per Salò. Napolitano attacca Settembre 8, 2008

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Roma – Polemica e guerra aperta. Il segretario del Pd ed ex sindaco di Roma Walter Veltroni si dimetterà oggi dal comitato per il museo della Shoah in
rottura con le affermazioni del sindaco Gianni Alemanno sul fascismo. Veltroni spiegherà le motivazioni del suo
gesto in una lettera al comitato del museo.
Il leader del Pd era stato da sindaco tra i promotori del comitato del museo romano e, dopo le sue dimissioni da primo cittadino gli era
stato chiesto di rimanere, ma per Veltroni sarebbe inaccettabile restare in un organismo in cui siede chi non condanna in modo
inequivocabile il fascismo e le leggi razziali.

Alemanno smorza “La polemica che si è generata in questi
giorni è stata basata più sui titoli giornalistici che sulla realtà delle mie affermazioni. Quindi, farà fede ciò che dirò adesso nel discorso
ufficiale”. Chiarisce così il sindaco di Roma Gianni Alemanno, al termine della Santa Messa celebrata, questa mattina, a Santa Maria in
Aracoeli in ricordo dei caduti per la Difesa di Roma. “Per il sottoscritto comprendere la
complessità storica del fenomeno totalitario in Italia e rendere omaggio a quanti si batterono e morirono su quel fronte in buona fede,
non significa non condannare senza esitazione l’esito liberticida e antidemocratico di quel regime”. Così, durante il proprio intervento
alla celebrazione per l’8 settembre in corso a Porta San Paolo, Alemanno è intervenuto alla presenza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, per chiarire la propria
posizione in seguito alle sue affermazioni sul fascismo.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=289013

 

Il Napoli frena la Roma e vuole subito cambiare campionato Settembre 1, 2008

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da RomaLa risposta all’Inter «frenata» a Genova non arriva. Anzi, la Roma del debutto mette a nudo virtù (poche) e vizi (tanti), indicando a Spalletti la via da percorrere e dove c’è da cambiare. I giallorossi sembrano un cantiere ancora aperto: troppe pause, forse anche per una condizione non ottimale che si evidenzia con un calo repentino nel secondo tempo (ieri tra l’altro all’Olimpico c’erano oltre 30 gradi e il 60 per cento di umidità), acquisti tardivi e situazioni di gioco mai sperimentate nel ritiro di luglio a Trigoria, giocatori che occupano ruoli chiave sempre ai box (più che Totti, il quasi insostituibile Taddei). «Gli interpreti lì davanti sono diversi, per questo ci vuole tempo», sottolinea uno Spalletti non certo entusiasta della prima uscita in campionato, ma che certo aveva un poker d’attacco improvvisato. E nel pomeriggio afoso dell’Olimpico ci sono anche i meriti del Napoli, già in forma – è stata la prima a iniziare il lavoro estivo a causa dell’impegno in Intertoto – e con meccanismi collaudati, capace di mettere in difficoltà gli avversari pur con l’inferiorità numerica.Il patron De Laurentiis si coccola la sua creatura, anche se ritiene prematuro parlare della squadra come della rivelazione del torneo. «Diciamo che nel primo tempo ha brillato la Roma, nel secondo, anche se in dieci, abbiamo brillato noi», sottolinea il massimo dirigente partenopeo che parla di laboratorio Napoli e di un mercato aperto soprattutto per il futuro.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287249

 

Atletica, Italia medaglia d’oro per la marcia con il bolzanino Schwazer Agosto 24, 2008

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Il dito indice della mano destra al cielo, le lacrime, il bacio sul segno di lutto apposto sulla maglia per la morte del nonno. Il bolzanino Alex Schwazer è entrato così nello stadio di Pechino, dove è andato a prendersi la medaglia d’oro della 50 chilometri di marcia, come avevano fatto Giuseppe Dordoni a Helsinki 1952 e Abdon Pamich a Tokyo 1964. Seconda medaglia italiana nell’altetica leggera dopo il bronzo di Elisa Rigaudo, il trionfo dell’altoatesino, pure lui allievo di Sandro Damilano. Ma lui commenta, ancora sotto choc per la morte del nonno: «Oggi ho faticato, ma non tanto», dice sorridendo a Rai Sport. «Fino a treore di gara mi sembrava di stare a letto, non volevo neanche allungare, poi ho preso l’acqua, ho fatto 20 metri un pò più forte e ho visto che si staccavano e allora ho allungato. Tutto qua».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78263

 

La Chiesa che dà fastidio Agosto 24, 2008

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Famiglia Cristiana non è il solo giornale ad inquietare le gerarchie della Chiesa. È già successo; risuccederà. Con l’assenso silenzioso del Vaticano il fascismo aveva scremato ogni testata considerata inopportuna. Fogli diocesani «non patriottici» nel mettere in dubbio le opere del regime. Anche la democrazia non è stata da meno. Lontano dai veleni del dopoguerra, negli anni Ottanta Padre Alex Zanotelli è stato rimosso dalla direzione di Nigrizia per aver pubblicato l’elenco delle industrie italiane che fabbricavano armi proibite: mine antiuomo, per esempio. E Alex si è rifugiato fra i disperati di una baraccopoli di Nairobi. Dieci anni fa un nunzio apostolico smentiva con durezza l’Osservatore Romano rimpicciolendolo in «uno dei tanti giornali cattolici, ma non voce ufficiale del Vaticano». Insomma, dire qualcosa che contraddica la visione di un alto prelato può diventare un azzardo con incognite pericolose per un giornale della galassia cattolica. Come tutti sanno nella sala stampa di Roma padre Lombardi ha preso le distanze dalla rivista dei Paolini, mentre tempo fa, a Città del Messico, il nunzio spostolico Girolamo Prigione, rispondeva ai giornalisti che chiedevano conto del suo strano silenzio su un monsignore perseguitato dalle milizie private dei grandi proprietari del Chiapas. Il nunzio lo aveva abbandonato, perché? «Perché è un problema interno messicano.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78111

 

La conta intorno al Migliore Agosto 22, 2008

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Deve essere sembrata un ritrovo tra vecchi reduci la commemorazione, ieri mattina, dell’anniversario della morte di Palmiro Togliatti. Erano ben in cinque, tutti esponenti del partito dei comunisti italiani, a rendere omaggio nel cimitero del Verano a Roma alla tomba dell’ex segretario del Pci, morto nel 1964. Una delegazione composta da due dirigenti nazionali, Luigi Marino e Dino Tibaldi, e tre rappresentanti della federazione giovanile. «Quest’anno – ha detto il coordinatore Figc, Riccardo Messina – la commemorazione assume un senso particolare, alla luce dell’ultima disfatta elettorale subita dai comunisti in Italia». In attesa della rivincita, la sinistra extraparlamentare si conta sulle dita di una mano.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284817

 

Il Vaticano scomunica Famiglia Cristiana: “Non parli per la Chiesa” Agosto 16, 2008

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da Roma

Famiglia Cristiana atto terzo. Dopo le tirate contro il «presidente spazzino», il «paese da marciapiede», contro «l’inutile gioco dei soldati» e sui timori di «rinascita sotto altre forme del fascismo» arriva, pesante come un macigno, la reprimenda del Vaticano. Una presa di distanza che, al di là delle interpretazioni, ha il sapore aspro della censura. A spiegare le posizione della Santa Sede, nella mattinata di ieri, è il direttore della sala stampa Vaticana, padre Federico Lombardi: «Famiglia Cristiana è una testata importante della realtà cattolica ma non ha titolo per esprimere la linea della Santa Sede né della Conferenza episcopale italiana». Un altolà e una delimitazione di campo chiarite senza equivoci nelle conclusioni: «Le sue posizioni sono quindi responsabilità esclusiva della sua direzione».
Un colpo forte a cui il direttore della rivista, don Antonio Sciortino, riserva una reazione politicamente, oltre che cristianamente, corretta. Sceglie di non mettersi di traverso e anzi di usare toni e parole concilianti: «Quella di padre Lombardi è una dichiarazione corretta. Scorretto è chi vuole farla apparire come una sconfessione di Famiglia Cristiana». E spiega anche i perché dell’affermazione: «Non ci siamo mai sognati di rappresentare ufficialmente la Santa Sede, che ha un suo organo di stampa che è l’Osservatore romano, né la Cei che ha l’Avvenire».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=283466

 

La Cina rilancia lo zinco Agosto 1, 2008

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Seduta al galoppo per lo zinco con i prezzi a tre mesi in rialzo del 6% a quota 1.930 dollari per tonnellata. Un rally favorito dalla Cina che ha cancellato la facilitazioni all’export del metallo. Si teme dunque una contrazione dell’offerta. Il dato deludente del Pil Usa ha spinto l’oro sopra quota 900 dollari. Petrolio ampiamente al di sotto dei 125 dollari al barile.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280145

 

Del Turco, il sindacalista diventato politico con la Seconda Repubblica Luglio 18, 2008

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Dal 2005, elezioni amministrative del 3 e 4 aprile, Ottaviano Del Turco, ex ministro delle Finanze, è presidente della Regione Abruzzo, per la coalizione dell’Unione con il 58,1 per cento dei voti. Per governare l’Abruzzo si dimette da Parlamentare europeo, dove era stato eletto nel 2004. Ma la storia politica di questo personaggio comincia da lontano. Dopo il diploma di licenza media inferiore si trasferisce a Roma ed inizia il suo apprendistato sindacale nella sede romana dell’Istituto nazionale confederale di assistenza (INCA). Come sindacalista di area PSI, entra a far parte della segreteria provinciale della FIOM di Roma e quindi approfondisce la sua conoscenza del sindacato dei Metalmeccanici entrando a far parte dell’ufficio di organizzazione centrale della FIOM (Federazione operai Metalmeccanici) della CGIL (1968). Prosegue la carriera sindacale prima guidando per molto tempo la corrente socialista della CGIL e successivamente diventando segretario aggiunto durante la segreteria di Luciano Lama (1970-1986). Nel 1992 lascia il sindacato e un anno dopo diventa segretario nazionale del PSI subentrando a Giorgio Benvenuto, che aveva provvisoriamente sostituito Craxi al momento dell’uscita di quest’ultimo dalla vita politica italiana. Il partito, sconvolto dall’inchiesta Mani pulite, durante la sua segreteria si sfalda, diventando prima SI (Socialisti Italiani) e poi SDI (Socialisti Democratici Italiani). Con quest’ultimo movimento, nel 1994 Del Turco viene eletto alla Camera (XII legislatura) nel collegio elettorale di San Lazzaro di Savena e viene nominato vicepresidente della Commissione Affari Esteri; nella successiva legislatura viene eletto al Senato nel collegio di Grosseto per L’Ulivo.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77127

 

Abruzzo, la rete del «sistema trasversale» Luglio 18, 2008

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«Destra e sinistra? Io non sto né di qua né di là, io sto con i soldi». Forse sta tutta in questa frase di Giancarlo Masciarelli, uno degli arrestati insieme al governatore Del Turco per la sanitopoli abruzzese, la spiegazione del «male» che sta divorando politica e istituzioni a Pescara e dintorni.«Il cancro, quelle metastasi maledette che ci stanno facendo ripiombare nel peggiore profondo Sud, quello che pensavamo di esserci lasciati alle spalle, il Sud marcio, della corruzione, della perdita di fiducia e di speranza», dice sconsolato Enrico Paolini, vicepresidente della giunta regionale abruzzese, una vita nel Pci di Berlinguer, ora alle prese con la peggiore grana della sua vita, uno che in tempi non sospetti il cancro lo aveva visto, ne aveva avvertito il pericolo, aveva fatto denunce. Ma ne parleremo dopo. Perché prima vale la pena raccontare il «partito dei soldi», quella massa enorme di danaro che ruota attorno al sistema della sanità pubblica e privata: 2 miliardi e mezzo di euro l’anno in Abruzzo, l’85% del bilancio regionale. Quanto basta per mettere in piedi quello che Gigi Vicinanza, direttore del Centro, il quotidiano più letto da queste parti, definisce «il partito delle cliniche», una sorta di «governo parallelo della Regione» che non ha bandiere e colori politici, è graniticamente unitario e bipartisan.L’inventore del modello è proprio Masciarelli, che in procura definiscono il «trait d’union» tra esponenti politici di destra e di centrosinistra.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77185