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Norme anti-rom, l’Europa riapre il caso Italia Settembre 17, 2008

Archiviato in: new york web — seuncio @ 12:07 pm
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La vertenza tra il governo italiano e la Ue sulle impronte ai bimbi rom non è affatto «chiusa» come avevano cercato di farci credere. Sono bastate le indiscrezioni (di fonte certa) sull’audizione del commissario alla Giustizia Jacques Barrot davanti agli eurodeputati della commissione parlamentare Libertà civili per demolire le bugie di Maroni e del governo con cui si era accreditato, in Italia, l’«accordo» dell’esecutivo comunitario con le misure anti-nomadi. Come se non bastasse, mentre nel vertice sui rom ieri a Bruxelles, la rappresentante del governo italiano veniva pesantemente contestata, si è andata profilando una nuova occasione di scontro. Alla delegazione di sette deputati della commissione Libertà civili che da domani saranno a Roma, si sono aggregati, senza che nessuno li avesse invitati, alcuni tra i peggiori esponenti della destra razzista e xenofoba di casa nostra, tra cui i fascisti Roberto Fiore e Luca Romagnoli e il collega di partito di Maroni Mario Borghezio, con la trasparente intenzione di «bilanciare» le prevedibili critiche della delegazione «vera».Ma andiamo con ordine. Barrot, forse di malavoglia, davanti ai parlamentari europei ha dovuto sbugiardare Maroni su due punti. Il primo sono le assicurazioni distribuite a destra e a manca dal ministro sul fatto che la sua risposta alle sollecitazioni al chiarimento venute dalla Commissione di Bruxelles era consistita sic et simpliciter nell’invio dell’ordinanza originaria e che quindi era stata quella l’oggetto dell’«assoluzione» di Bruxelles.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79062

 

Atletica, Italia medaglia d’oro per la marcia con il bolzanino Schwazer Agosto 24, 2008

Archiviato in: Uncategorized — seuncio @ 1:29 pm
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Il dito indice della mano destra al cielo, le lacrime, il bacio sul segno di lutto apposto sulla maglia per la morte del nonno. Il bolzanino Alex Schwazer è entrato così nello stadio di Pechino, dove è andato a prendersi la medaglia d’oro della 50 chilometri di marcia, come avevano fatto Giuseppe Dordoni a Helsinki 1952 e Abdon Pamich a Tokyo 1964. Seconda medaglia italiana nell’altetica leggera dopo il bronzo di Elisa Rigaudo, il trionfo dell’altoatesino, pure lui allievo di Sandro Damilano. Ma lui commenta, ancora sotto choc per la morte del nonno: «Oggi ho faticato, ma non tanto», dice sorridendo a Rai Sport. «Fino a treore di gara mi sembrava di stare a letto, non volevo neanche allungare, poi ho preso l’acqua, ho fatto 20 metri un pò più forte e ho visto che si staccavano e allora ho allungato. Tutto qua».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78263