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Il Napoli frena la Roma e vuole subito cambiare campionato Settembre 1, 2008

Archiviato in: Uncategorized — seuncio @ 9:43 am
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da RomaLa risposta all’Inter «frenata» a Genova non arriva. Anzi, la Roma del debutto mette a nudo virtù (poche) e vizi (tanti), indicando a Spalletti la via da percorrere e dove c’è da cambiare. I giallorossi sembrano un cantiere ancora aperto: troppe pause, forse anche per una condizione non ottimale che si evidenzia con un calo repentino nel secondo tempo (ieri tra l’altro all’Olimpico c’erano oltre 30 gradi e il 60 per cento di umidità), acquisti tardivi e situazioni di gioco mai sperimentate nel ritiro di luglio a Trigoria, giocatori che occupano ruoli chiave sempre ai box (più che Totti, il quasi insostituibile Taddei). «Gli interpreti lì davanti sono diversi, per questo ci vuole tempo», sottolinea uno Spalletti non certo entusiasta della prima uscita in campionato, ma che certo aveva un poker d’attacco improvvisato. E nel pomeriggio afoso dell’Olimpico ci sono anche i meriti del Napoli, già in forma – è stata la prima a iniziare il lavoro estivo a causa dell’impegno in Intertoto – e con meccanismi collaudati, capace di mettere in difficoltà gli avversari pur con l’inferiorità numerica.Il patron De Laurentiis si coccola la sua creatura, anche se ritiene prematuro parlare della squadra come della rivelazione del torneo. «Diciamo che nel primo tempo ha brillato la Roma, nel secondo, anche se in dieci, abbiamo brillato noi», sottolinea il massimo dirigente partenopeo che parla di laboratorio Napoli e di un mercato aperto soprattutto per il futuro.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287249

 

Atletica, Italia medaglia d’oro per la marcia con il bolzanino Schwazer Agosto 24, 2008

Archiviato in: Uncategorized — seuncio @ 1:29 pm
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Il dito indice della mano destra al cielo, le lacrime, il bacio sul segno di lutto apposto sulla maglia per la morte del nonno. Il bolzanino Alex Schwazer è entrato così nello stadio di Pechino, dove è andato a prendersi la medaglia d’oro della 50 chilometri di marcia, come avevano fatto Giuseppe Dordoni a Helsinki 1952 e Abdon Pamich a Tokyo 1964. Seconda medaglia italiana nell’altetica leggera dopo il bronzo di Elisa Rigaudo, il trionfo dell’altoatesino, pure lui allievo di Sandro Damilano. Ma lui commenta, ancora sotto choc per la morte del nonno: «Oggi ho faticato, ma non tanto», dice sorridendo a Rai Sport. «Fino a treore di gara mi sembrava di stare a letto, non volevo neanche allungare, poi ho preso l’acqua, ho fatto 20 metri un pò più forte e ho visto che si staccavano e allora ho allungato. Tutto qua».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78263

 

Tonini: «Il Pd Agosto 24, 2008

Archiviato in: web tv news — seuncio @ 1:11 pm
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«Attenzione, se continuiamo così finisce come con l´Unione». Giorgio Tonini, della Direzionale nazionale del Pd, legge con preoccupazione le roventi polemiche che a livello nazionale e locale stanno attraversando il partito. «Ci vorrebbe più pazienza», commenta dopo aver letto, tra le altre, le dichiarazioni di Cacciari e Parisi e il resoconto dei quotidiani dell´estate bollente del Pd. Tonini, Cacciari critica il gruppo dirigente del segretario Veltroni. Dice: non sono persone autorevoli. Non c´è tregua? «Io faccio parte del gruppo dirigente, c´è un conflitto di interessi… Ma provo ugualmente a rispondere. Sono stato tra i primi a dire dopo le elezioni che erano necessari una verifica democratica e un congresso. Sono convinto che sia necessario il prima possibile un passaggio congressuale democratico che coinvolga prima gli iscritti e poi tutti gli elettori, perché dobbiamo definire la nostra strategia di opposizione in vista di una rivincita sul centrodestra. Ma per fare un congresso e chiamare gli iscritti a dire la loro bisogna avere gli iscritti: il tesseramento è appena iniziato e non si concluderà prima della fine dell´anno».Parisi, ma anche Cacciari, chiedono il congresso. Si anticiperà la data? «Il congresso è previsto entro il 2009, dobbiamo decidere se tenerlo a scadenza naturale, dopo le elezioni europee, o anticipatamente. Non vedo perché, però, debba essere brandito come un´arma polemica all´interno del partito.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78180

 

Usa: ritiro dall’Irak entro il 2009 Vicino l’accordo finale sui tempi Agosto 22, 2008

Archiviato in: news web site — seuncio @ 6:44 pm
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da BagdadWashington e Bagdad hanno annunciato di essere d’accordo sulla necessità di fissare un calendario per il ritiro delle truppe americane dall’Irak. Secondo quanto riferito da un alto ufficiale del Pentagono, il disimpegno dalle città irachene potrebbe iniziare non prima di giugno 2009. Il segretario di Stato Condoleezza Rice, in visita a sorpresa a Bagdad, e il suo omologo iracheno, Hoshyar Zebari, hanno dichiarato che un accordo sull’exit strategy degli Stati Uniti è vicino, ma non è stato ancora finalizzato. L’intesa sullo status delle forze americane è parte di un piano strategico temporale che ha al centro le relazioni a lungo termine tra Stati Uniti e Irak. Dovrebbe legittimare la presenza delle truppe americane nel Paese mediorientale oltre la fine del 2008, quando scadrà il mandato delle Nazioni Unite sulla missione internazionale. I negoziati sull’intesa tra i due Paesi vanno avanti da mesi e frizioni politiche interne a Bagdad hanno rallentato la firma. Anche ieri, i responsabili dell’ufficio politico che fa riferimento al leader sciita Moqtada al Sadr hanno criticato la visita di Rice e il possibile accordo sullo status delle truppe. Hanno inoltre ripetuto la richiesta di immediato ritiro delle «forze di occupazione americane». Il numero di soldati americani in Irak è sceso da un picco di 160mila unità nel 2007 a 144mila oggi. L’accordo prevederebbe, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il ritiro dell’esercito degli Stati Uniti dalle città nelle basi circostanti a partire dalla prossima estate e il disimpegno completo dal Paese tra 2010-2011.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284827

 

Il dono dei Comuni della Brianza: un’auto in più per i carabinieri Agosto 22, 2008

Archiviato in: web tv news — seuncio @ 5:28 pm
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I cittadini hanno davvero paura. E allora le amministrazioni comunali di Cesano Maderno, Limbiate e Segrate hanno già concesso in uso gratuito ai carabinieri che lavorano sul loro territorio, stando agli accordi col Comando generale, una Fiat Grande Punto. Si stanno muovendo in questa direzione anche i sindaci di Desio, Muggiò, Solaro, Nova Milanese e Seregno, ma la sensazione è che la scelta porti all’effetto domino. Del resto, fuori per l’indulto, i malviventi rapinano, spianano le armi contro gli uomini in uniforme, sequestrano ostaggi e uno uccide persino una pensionata per borseggiarla. Sono scatenati. «Ho constatato che i mezzi in dotazione ai militari dell’Arma di Limbiate – chiarisce Antonio Romeo il sindaco – sono insufficienti. Avere un’auto in più per pattugliare la città e fronteggiare gli episodi criminali è importante. Da noi i carabinieri, per quanto mi risulta possono contare su due Punto e una vecchia Tipo. Macchine che ormai hanno fatto il loro tempo. Quindi abbiamo deciso di stanziare ventimila euro per acquistare una nuova macchina». Anche a Desio il capo della giunta di centrodestra ha già deciso di mettere mano al bilancio comunale per far saltar fuori i soldi che servono per comprare la Grande Punto nuova fiammante da mettere nelle mani dei carabinieri. «Abbiamo la fortuna d’avere in città un comando di compagnia che comporta una nutrita presenza di uomini con le stellette e gli alamari.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284976

 

Ricordato 40 anni dopo il sacrificio di Jan Palach Agosto 22, 2008

Archiviato in: press news — seuncio @ 3:11 pm
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Una corona di fiori gialli e rossi del Campidoglio è stata deposta davanti al monumento dedicato a Jan Palach, nella piazza che porta il suo nome nel Municipio II. A organizzare la cerimonia in onore del giovane che si diede fuoco a Praga per protestare contro l’invasione sovietica della Cecoslovacchia, è stata l’associazione culturale Italo-Germanica. Attorno al monumento, anche corone di fiori dei Municipi II e XX. «Da Roma – ha raccontato Gino Ragno, giornalista e segretario generale dell’associazione – avevamo rapporti con alcuni giovani dissidenti di Praga. Il ventuno agosto ci trovavamo proprio a Praga quando fummo svegliati alle tre al grido di “arrivano i russi”. Così, da giornalisti siamo diventati combattenti della causa. È ora di ricordare come il comunismo abbia rappresentato nel mondo l’infame violenza totalitaria». Il sindaco Gianni Alemanno ha inviato un messaggio a sostegno del ricordo di Jan Palach, definendolo «uno dei simboli non solo della resistenza anti-sovietica della Cecoslovacchia, ma di tutti coloro che nel mondo, per difendere i valori supremi di libertà e democrazia, hanno combattuto contro ogni tirannia».In un altro messaggio, il presidente della Camera dei Deputati Gianfranco Fini ha sottolineato che «la Primavera di Praga rimane nella memoria dei popoli come un’esperienza fondamentale nel cammino verso la democrazia di quella parte d’Europa che ha vissuto sotto l’oppressione del modello totalitario sovietico dal secondo dopoguerra al 1989».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284936

 

Genovesità cercasi per il futuro Agosto 22, 2008

Archiviato in: news web design — seuncio @ 2:52 pm
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i è capitato di leggere il Suo articolo (Liguria letteraria ma solo per caso) che merita più di una riflessione (nella speranza di ricavare qualche approfondimento in materia). Quello che Lei dice è sostanzialmente vero (anche se le confesso che ho letto solo una parte dei testi che cita e ho visto ben poco delle produzioni cinematografiche che Lei riporta). Non c’è dubbio che Genova è, per la totalità di queste fonti, solo un’occasione marginale sia che le vicende narrate o filmate si svolgano altrove sia che invece abbiano come teatro il capoluogo ligure. La nostra (…)

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284955

 

Il dono dei Comuni della Brianza: un’auto in più per i carabinieri Agosto 22, 2008

Archiviato in: news reporter — seuncio @ 9:21 am
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I cittadini hanno davvero paura. E allora le amministrazioni comunali di Cesano Maderno, Limbiate e Segrate hanno già concesso in uso gratuito ai carabinieri che lavorano sul loro territorio, stando agli accordi col Comando generale, una Fiat Grande Punto. Si stanno muovendo in questa direzione anche i sindaci di Desio, Muggiò, Solaro, Nova Milanese e Seregno, ma la sensazione è che la scelta porti all’effetto domino. Del resto, fuori per l’indulto, i malviventi rapinano, spianano le armi contro gli uomini in uniforme, sequestrano ostaggi e uno uccide persino una pensionata per borseggiarla. Sono scatenati. «Ho constatato che i mezzi in dotazione ai militari dell’Arma di Limbiate – chiarisce Antonio Romeo il sindaco – sono insufficienti. Avere un’auto in più per pattugliare la città e fronteggiare gli episodi criminali è importante. Da noi i carabinieri, per quanto mi risulta possono contare su due Punto e una vecchia Tipo. Macchine che ormai hanno fatto il loro tempo. Quindi abbiamo deciso di stanziare ventimila euro per acquistare una nuova macchina». Anche a Desio il capo della giunta di centrodestra ha già deciso di mettere mano al bilancio comunale per far saltar fuori i soldi che servono per comprare la Grande Punto nuova fiammante da mettere nelle mani dei carabinieri. «Abbiamo la fortuna d’avere in città un comando di compagnia che comporta una nutrita presenza di uomini con le stellette e gli alamari.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284976

 

Il regista Zhang Yimou: «I diritti umani? Inutili L’Europa non capisce» Agosto 22, 2008

Archiviato in: news archives — seuncio @ 8:22 am
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I diritti umani? Un peso inutile. A non aver capito nulla è l’Europa, che si ostina a pensare che i diritti delle persone vengano prima del raggiungere uno scopo. È questo il succo dello “Zhang Yimou pensiero”, che il regista autore di pellicole famosissime come «Lanterne rosse» e «Hero» ha esplicitato in maniera clamorosa (e sorprendente) in un’intervista al quotidiano cinese «Weekend al sud». In particolare, secondo il regista della cerimonia di apertura (e di quella di chiusura) dei Giochi olimpici di Pechino, i diritti umani rendono l’Occidente inefficiente e non gli consentono di raggiungere gli elevati standard organizzativi e artistici di cui sono capaci i cinesi. «Solo con il senso dell’ordine, con l’ubbidienza, la bellezza delle masse e il loro movimento armonico si possono realizzare elevate interpretazioni artistiche», ha dichiarato Zhang Yimou.«È grazie alla nostra cultura – continua il regista – che noi cinesi riusciamo a fare in una sola settimana le cose che gli europei fanno in un intero mese». A essere “superiori” come i cinesi, sarebbero gli abitanti della Corea del Nord, per cui Yimou nell’intervista ha espresso la sua «incondizionata ammirazione per le manifestazioni politico culturali che sanno esprimere». Un’ammirazione dovuta «all’uniformità, che esprime bellezza». E, per esemplificare il suo pensiero, il regista ha citato una scena della cerimonia d’apertura dei Giochi, in cui sul terreno dello stadio “Nido d’uccello” blocchi argentei con i caratteri di stampa cinesi si sollevavano e si abbassavano come in una macchina da scrivere.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284777

 

Il Vaticano scomunica Famiglia Cristiana: “Non parli per la Chiesa” Agosto 16, 2008

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da Roma

Famiglia Cristiana atto terzo. Dopo le tirate contro il «presidente spazzino», il «paese da marciapiede», contro «l’inutile gioco dei soldati» e sui timori di «rinascita sotto altre forme del fascismo» arriva, pesante come un macigno, la reprimenda del Vaticano. Una presa di distanza che, al di là delle interpretazioni, ha il sapore aspro della censura. A spiegare le posizione della Santa Sede, nella mattinata di ieri, è il direttore della sala stampa Vaticana, padre Federico Lombardi: «Famiglia Cristiana è una testata importante della realtà cattolica ma non ha titolo per esprimere la linea della Santa Sede né della Conferenza episcopale italiana». Un altolà e una delimitazione di campo chiarite senza equivoci nelle conclusioni: «Le sue posizioni sono quindi responsabilità esclusiva della sua direzione».
Un colpo forte a cui il direttore della rivista, don Antonio Sciortino, riserva una reazione politicamente, oltre che cristianamente, corretta. Sceglie di non mettersi di traverso e anzi di usare toni e parole concilianti: «Quella di padre Lombardi è una dichiarazione corretta. Scorretto è chi vuole farla apparire come una sconfessione di Famiglia Cristiana». E spiega anche i perché dell’affermazione: «Non ci siamo mai sognati di rappresentare ufficialmente la Santa Sede, che ha un suo organo di stampa che è l’Osservatore romano, né la Cei che ha l’Avvenire».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=283466