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Norme anti-rom, l’Europa riapre il caso Italia Settembre 17, 2008

Archiviato in: new york web — seuncio @ 12:07 pm
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La vertenza tra il governo italiano e la Ue sulle impronte ai bimbi rom non è affatto «chiusa» come avevano cercato di farci credere. Sono bastate le indiscrezioni (di fonte certa) sull’audizione del commissario alla Giustizia Jacques Barrot davanti agli eurodeputati della commissione parlamentare Libertà civili per demolire le bugie di Maroni e del governo con cui si era accreditato, in Italia, l’«accordo» dell’esecutivo comunitario con le misure anti-nomadi. Come se non bastasse, mentre nel vertice sui rom ieri a Bruxelles, la rappresentante del governo italiano veniva pesantemente contestata, si è andata profilando una nuova occasione di scontro. Alla delegazione di sette deputati della commissione Libertà civili che da domani saranno a Roma, si sono aggregati, senza che nessuno li avesse invitati, alcuni tra i peggiori esponenti della destra razzista e xenofoba di casa nostra, tra cui i fascisti Roberto Fiore e Luca Romagnoli e il collega di partito di Maroni Mario Borghezio, con la trasparente intenzione di «bilanciare» le prevedibili critiche della delegazione «vera».Ma andiamo con ordine. Barrot, forse di malavoglia, davanti ai parlamentari europei ha dovuto sbugiardare Maroni su due punti. Il primo sono le assicurazioni distribuite a destra e a manca dal ministro sul fatto che la sua risposta alle sollecitazioni al chiarimento venute dalla Commissione di Bruxelles era consistita sic et simpliciter nell’invio dell’ordinanza originaria e che quindi era stata quella l’oggetto dell’«assoluzione» di Bruxelles.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79062

 

Il regista Zhang Yimou: «I diritti umani? Inutili L’Europa non capisce» Agosto 22, 2008

Archiviato in: news archives — seuncio @ 8:22 am
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I diritti umani? Un peso inutile. A non aver capito nulla è l’Europa, che si ostina a pensare che i diritti delle persone vengano prima del raggiungere uno scopo. È questo il succo dello “Zhang Yimou pensiero”, che il regista autore di pellicole famosissime come «Lanterne rosse» e «Hero» ha esplicitato in maniera clamorosa (e sorprendente) in un’intervista al quotidiano cinese «Weekend al sud». In particolare, secondo il regista della cerimonia di apertura (e di quella di chiusura) dei Giochi olimpici di Pechino, i diritti umani rendono l’Occidente inefficiente e non gli consentono di raggiungere gli elevati standard organizzativi e artistici di cui sono capaci i cinesi. «Solo con il senso dell’ordine, con l’ubbidienza, la bellezza delle masse e il loro movimento armonico si possono realizzare elevate interpretazioni artistiche», ha dichiarato Zhang Yimou.«È grazie alla nostra cultura – continua il regista – che noi cinesi riusciamo a fare in una sola settimana le cose che gli europei fanno in un intero mese». A essere “superiori” come i cinesi, sarebbero gli abitanti della Corea del Nord, per cui Yimou nell’intervista ha espresso la sua «incondizionata ammirazione per le manifestazioni politico culturali che sanno esprimere». Un’ammirazione dovuta «all’uniformità, che esprime bellezza». E, per esemplificare il suo pensiero, il regista ha citato una scena della cerimonia d’apertura dei Giochi, in cui sul terreno dello stadio “Nido d’uccello” blocchi argentei con i caratteri di stampa cinesi si sollevavano e si abbassavano come in una macchina da scrivere.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284777