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«Li cacceremo, come abbiamo fatto al Duomo» Settembre 8, 2008

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Si incontrano ogni sabato, dalle nove del mattino a sera inoltrata. Mangiano, chiacchierano, si ubriacano, schiamazzano. Come farebbero nei loro Paesi d’origine: Perù, Bolivia, Ecuador. Solo che il luogo di ritrovo non è una qualunque città sudamericana, ma il centro di Milano, per l’esattezza il piazzale che da un lato costeggia la Darsena e dall’altro il mercato coperto di piazza XXIV maggio. Quello che un tempo era un luogo di passaggio per i cittadini che frequentano le bancarelle del mercato è ormai ridotto a una discarica, con cumuli di immondizia e un odore insopportabile di urina. Sono passati sette anni, ma nulla è cambiato. Tanto che residenti e ambulanti cominciano a non poterne più.«La situazione è insostenibile – denuncia Angelo, che da 18 anni gestisce una bancarella che vende fiori e piante -. Queste persone si incontrano ogni settimana. Arrivano con donne e bambini, armate di pentoloni pieni delle loro minestre. Alle nove del mattino cominciano a mangiare, ma il peggio succede di pomeriggio quando attaccano a bere e si ubriacano». A quel punto non è raro che scoppino risse violente. «I cittadini hanno paura – continua il commerciante – e allora evitano di passare vicino al gruppo. Il risultato è che le nostre vendite sono in calo». In compenso, vanno bene quelle dei sudamericani. Che nel piazzale offrono porzioni di cibo tipico a due o tre euro. Sui banchi improvvisati si trova di tutto: dalla chicha – un succo ghiacciato a base di mais rosso – al caldo de mote – una minestra che contiene polmone e midollo di vitello -, senza tralasciare torte al cioccolato e budini.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=288960

 

Tonini: «Il Pd Agosto 24, 2008

Archiviato in: web tv news — seuncio @ 1:11 pm
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«Attenzione, se continuiamo così finisce come con l´Unione». Giorgio Tonini, della Direzionale nazionale del Pd, legge con preoccupazione le roventi polemiche che a livello nazionale e locale stanno attraversando il partito. «Ci vorrebbe più pazienza», commenta dopo aver letto, tra le altre, le dichiarazioni di Cacciari e Parisi e il resoconto dei quotidiani dell´estate bollente del Pd. Tonini, Cacciari critica il gruppo dirigente del segretario Veltroni. Dice: non sono persone autorevoli. Non c´è tregua? «Io faccio parte del gruppo dirigente, c´è un conflitto di interessi… Ma provo ugualmente a rispondere. Sono stato tra i primi a dire dopo le elezioni che erano necessari una verifica democratica e un congresso. Sono convinto che sia necessario il prima possibile un passaggio congressuale democratico che coinvolga prima gli iscritti e poi tutti gli elettori, perché dobbiamo definire la nostra strategia di opposizione in vista di una rivincita sul centrodestra. Ma per fare un congresso e chiamare gli iscritti a dire la loro bisogna avere gli iscritti: il tesseramento è appena iniziato e non si concluderà prima della fine dell´anno».Parisi, ma anche Cacciari, chiedono il congresso. Si anticiperà la data? «Il congresso è previsto entro il 2009, dobbiamo decidere se tenerlo a scadenza naturale, dopo le elezioni europee, o anticipatamente. Non vedo perché, però, debba essere brandito come un´arma polemica all´interno del partito.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78180