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La Chiesa che dà fastidio Agosto 24, 2008

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Famiglia Cristiana non è il solo giornale ad inquietare le gerarchie della Chiesa. È già successo; risuccederà. Con l’assenso silenzioso del Vaticano il fascismo aveva scremato ogni testata considerata inopportuna. Fogli diocesani «non patriottici» nel mettere in dubbio le opere del regime. Anche la democrazia non è stata da meno. Lontano dai veleni del dopoguerra, negli anni Ottanta Padre Alex Zanotelli è stato rimosso dalla direzione di Nigrizia per aver pubblicato l’elenco delle industrie italiane che fabbricavano armi proibite: mine antiuomo, per esempio. E Alex si è rifugiato fra i disperati di una baraccopoli di Nairobi. Dieci anni fa un nunzio apostolico smentiva con durezza l’Osservatore Romano rimpicciolendolo in «uno dei tanti giornali cattolici, ma non voce ufficiale del Vaticano». Insomma, dire qualcosa che contraddica la visione di un alto prelato può diventare un azzardo con incognite pericolose per un giornale della galassia cattolica. Come tutti sanno nella sala stampa di Roma padre Lombardi ha preso le distanze dalla rivista dei Paolini, mentre tempo fa, a Città del Messico, il nunzio spostolico Girolamo Prigione, rispondeva ai giornalisti che chiedevano conto del suo strano silenzio su un monsignore perseguitato dalle milizie private dei grandi proprietari del Chiapas. Il nunzio lo aveva abbandonato, perché? «Perché è un problema interno messicano.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78111

 

Il Vaticano scomunica Famiglia Cristiana: “Non parli per la Chiesa” Agosto 16, 2008

Archiviato in: news websites — seuncio @ 4:22 pm
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da Roma

Famiglia Cristiana atto terzo. Dopo le tirate contro il «presidente spazzino», il «paese da marciapiede», contro «l’inutile gioco dei soldati» e sui timori di «rinascita sotto altre forme del fascismo» arriva, pesante come un macigno, la reprimenda del Vaticano. Una presa di distanza che, al di là delle interpretazioni, ha il sapore aspro della censura. A spiegare le posizione della Santa Sede, nella mattinata di ieri, è il direttore della sala stampa Vaticana, padre Federico Lombardi: «Famiglia Cristiana è una testata importante della realtà cattolica ma non ha titolo per esprimere la linea della Santa Sede né della Conferenza episcopale italiana». Un altolà e una delimitazione di campo chiarite senza equivoci nelle conclusioni: «Le sue posizioni sono quindi responsabilità esclusiva della sua direzione».
Un colpo forte a cui il direttore della rivista, don Antonio Sciortino, riserva una reazione politicamente, oltre che cristianamente, corretta. Sceglie di non mettersi di traverso e anzi di usare toni e parole concilianti: «Quella di padre Lombardi è una dichiarazione corretta. Scorretto è chi vuole farla apparire come una sconfessione di Famiglia Cristiana». E spiega anche i perché dell’affermazione: «Non ci siamo mai sognati di rappresentare ufficialmente la Santa Sede, che ha un suo organo di stampa che è l’Osservatore romano, né la Cei che ha l’Avvenire».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=283466

 

Saccà è rimasto solo, con Petruccioli accesa una speranza Luglio 18, 2008

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Con il «caso Saccà» ancora una volta è la politica che fa da padrona e la Rai rischia di perdere sempre più la faccia. La notizia: Agostino Saccà è stato mollato dai suoi protettori. Le motivazioni: innanzitutto aver perso di vista la gravità dell’intercettazioni telefoniche che sulla Rai dovevano aprire una «questione morale», tutto questo grazie all’attenzione che i medi hanno dato più alla parte gossip, e a certi interventi durante la manifestazione di piazza Navona maggiormente incentrati più sulle attricette e sulle cortigiane di sua altezza che sul tentativo del Cavaliere di piazzare una delle candidate ad una fiction, amica di un senatore eletto all’estero, per portare quest’ultimo nel centro-destra. In cambio di questi favori Berlusconi avrebbe dato una grossa mano a Saccà per la società New Co e il progetto Pegasus. Infine è arrivato il voto sul «lodo Alfano» che rende immune il premier e che stralcia la sua posizione dalle intercettazioni, in cambio la maggioranza ha modificato la legge «blocca-processi», ottenendo così anche il consenso dei magistrati. Il Cavaliere è salvo e può finalmente pensare al Paese, mentre il fido Saccà andrà, da solo, verso il proprio destino. Se così non fosse i due top manager, Guido Paglia, l’uomo di An in Rai, e Fabrizio Del Noce, l’uomo di Forza Italia amico vero di Berlusconi, probabilmente non avrebbero mai scritto al direttore generale Claudio Cappon: «Con Saccà mai più una riunione».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77123