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Senato, seduta sospesa per proteste sulla Gelmini Novembre 2, 2008

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Seduta sospesa in Senato e conferenza dei capigruppo convocata dal Presidente Schifani. A provocare lo stop ai lavori è stata le contestazioni dall’opposizione sui tempi concessi per le dichiarazioni di voto agliemendamenti.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80378

 

«Li cacceremo, come abbiamo fatto al Duomo» Settembre 8, 2008

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Si incontrano ogni sabato, dalle nove del mattino a sera inoltrata. Mangiano, chiacchierano, si ubriacano, schiamazzano. Come farebbero nei loro Paesi d’origine: Perù, Bolivia, Ecuador. Solo che il luogo di ritrovo non è una qualunque città sudamericana, ma il centro di Milano, per l’esattezza il piazzale che da un lato costeggia la Darsena e dall’altro il mercato coperto di piazza XXIV maggio. Quello che un tempo era un luogo di passaggio per i cittadini che frequentano le bancarelle del mercato è ormai ridotto a una discarica, con cumuli di immondizia e un odore insopportabile di urina. Sono passati sette anni, ma nulla è cambiato. Tanto che residenti e ambulanti cominciano a non poterne più.«La situazione è insostenibile – denuncia Angelo, che da 18 anni gestisce una bancarella che vende fiori e piante -. Queste persone si incontrano ogni settimana. Arrivano con donne e bambini, armate di pentoloni pieni delle loro minestre. Alle nove del mattino cominciano a mangiare, ma il peggio succede di pomeriggio quando attaccano a bere e si ubriacano». A quel punto non è raro che scoppino risse violente. «I cittadini hanno paura – continua il commerciante – e allora evitano di passare vicino al gruppo. Il risultato è che le nostre vendite sono in calo». In compenso, vanno bene quelle dei sudamericani. Che nel piazzale offrono porzioni di cibo tipico a due o tre euro. Sui banchi improvvisati si trova di tutto: dalla chicha – un succo ghiacciato a base di mais rosso – al caldo de mote – una minestra che contiene polmone e midollo di vitello -, senza tralasciare torte al cioccolato e budini.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=288960

 

Kirghizistan, 65 i morti del Boeing precipitato, 22 i superstiti Agosto 31, 2008

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Delle 68 vittime del disastro aereo avvenuto domenica all’aeroporto Manas di Bishkek, in Kirghizistan, 44 sono iraniane. Altri 10 iraniani sono tra i 22 superstiti. Il Boeing 737 della compagnia privata “Itek Air”, schiantatosi al decollo dallo scalo della capitale kirghiza, era diretto a Mashhad in Iran. Non è tuttavia ancora chiaro il numero delle persone che si trovavano a bordo al momento dello schianto: 83 o forse 90 tenendo conto dei 7 membri dell’equipaggio. In un primo momento si era parlato di 123 persone a bordo. Il ministro dell’Emergenza del Kirghizistan, Kamchibek Tashiyev, ha spiegato che l’aereo è precipitato a cinque chilometri dall’aeroporto di Manas, nei pressi del villaggio di Dzhangi-Dzher. L’aeroporto di Manas è situato a 30 chilometri della capitale, Bishkek. La Itek Air fa parte della lista di compagnie aeree bandite dall’Unione europea in base agli standard di sicurezza. I militari della vicina base aerea statunitense hanno prestato il loro aiuto ai soccorritori con pompieri e personale medico, secondo quanto dichiarato da un responsabile della base. Il disastro aereo segue di pochi giorni quello avvenuto all’aeroporto di Madrid. L’aereo, della compagnia kirghiza Itek Air, che compare nella «lista nera» dell’Ue, era diretto in Iran.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78341

 

Usa: ritiro dall’Irak entro il 2009 Vicino l’accordo finale sui tempi Agosto 22, 2008

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da BagdadWashington e Bagdad hanno annunciato di essere d’accordo sulla necessità di fissare un calendario per il ritiro delle truppe americane dall’Irak. Secondo quanto riferito da un alto ufficiale del Pentagono, il disimpegno dalle città irachene potrebbe iniziare non prima di giugno 2009. Il segretario di Stato Condoleezza Rice, in visita a sorpresa a Bagdad, e il suo omologo iracheno, Hoshyar Zebari, hanno dichiarato che un accordo sull’exit strategy degli Stati Uniti è vicino, ma non è stato ancora finalizzato. L’intesa sullo status delle forze americane è parte di un piano strategico temporale che ha al centro le relazioni a lungo termine tra Stati Uniti e Irak. Dovrebbe legittimare la presenza delle truppe americane nel Paese mediorientale oltre la fine del 2008, quando scadrà il mandato delle Nazioni Unite sulla missione internazionale. I negoziati sull’intesa tra i due Paesi vanno avanti da mesi e frizioni politiche interne a Bagdad hanno rallentato la firma. Anche ieri, i responsabili dell’ufficio politico che fa riferimento al leader sciita Moqtada al Sadr hanno criticato la visita di Rice e il possibile accordo sullo status delle truppe. Hanno inoltre ripetuto la richiesta di immediato ritiro delle «forze di occupazione americane». Il numero di soldati americani in Irak è sceso da un picco di 160mila unità nel 2007 a 144mila oggi. L’accordo prevederebbe, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il ritiro dell’esercito degli Stati Uniti dalle città nelle basi circostanti a partire dalla prossima estate e il disimpegno completo dal Paese tra 2010-2011.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284827

 

La Cina rilancia lo zinco Agosto 1, 2008

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Seduta al galoppo per lo zinco con i prezzi a tre mesi in rialzo del 6% a quota 1.930 dollari per tonnellata. Un rally favorito dalla Cina che ha cancellato la facilitazioni all’export del metallo. Si teme dunque una contrazione dell’offerta. Il dato deludente del Pil Usa ha spinto l’oro sopra quota 900 dollari. Petrolio ampiamente al di sotto dei 125 dollari al barile.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280145