Seuncio’s Weblog

Just another WordPress.com weblog

sottoiltappeto : Mamma Rai dello scandalo – Cinema Novembre 2, 2008

Archiviato in: news sito web — seuncio @ 7:20 am
Tags: , , , , ,

Cos’è questa audacia? Al Festival dell’autarchia, fiera campionaria della produzione italica, scandalo (ma senza drammi) per mamma Rai. Due volte censurata. Divieto ai minori di 18 anni per ‘Un gioco da ragazze’ di Matteo Rovere. Ma si può raccontare certa spericolata gioventù con la voglia di pasticche, alcol e sesso senza mostrarli? Urge un taglia e cuci giudizioso sennò resta fuori dalle sale buona fetta del pubblico di riferimento. Sintetizza bene la frase letta da Enrico Magrelli su un muro della capitale: ‘Io e te tre metri sotto a un treno’. È andata meglio a ‘Il passato è una terra straniera’: stupri, droga e gioco d’azzardo vietati ai minori di 14. Daniele Vicari, regista laziale in trasferta tra i bassi di Bari, ha una teoria che condividiamo: molti dei film che ti segnano la vita in Italia escono censurati. Andate a colpo sicuro quindi. Intanto Caterina D’Amico, capo di Rai Cinema, prepara ricorsi e scherza sul ‘trend favorevole’: «Il primo vietato ai 18, il secondo ai 14, magari il prossimo lo potremo volantinare nelle scuole!».Ancora soldi di viale Mazzini per ‘Il sangue dei vinti’ dal libro di Pansa, diventato la strana storia della prostituta romana ammazzata a San Lorenzo mentre cadevano le bombe del 19 luglio ‘43. Gasparri s’aspettava una clava da dare in testa ai partigiani. Invece è stato suonato e fischiato. Da censura (lui) quando chiede «un film per ogni libro di Pansa, li ho letti tutti».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=80341

 

Ma in squadra i sammarinesi sono solo due Settembre 8, 2008

Archiviato in: news sito web — seuncio @ 11:19 am
Tags: , , , , , ,

Nel campionato del sessantenario, il baseball italiano scrive per la prima volta nell’albo d’oro il nome di una squadra di un altro Stato. È infatti il San Marino a cucirsi il tricolore sul petto dopo sette intense, appassionanti sfide scudetto contro il glorioso Nettuno, che di titoli ne ha invece 17. Una novità assoluta per il baseball di casa nostra, un evento storico per lo sport nazionale. San Marino campione d’Italia entra così nella storia con uno scudetto sfiorato una prima volta nel 2005 e centrato l’altra notte vincendo la sfida decisiva per 7-5 contro un mai domo Nettuno che aveva respinto ben due match-point. Ma che, alla fine, ha capitolato, sul diamante di casa, proprio alla «bella». L’epilogo, otto minuti dopo la mezzanotte, il momento più esaltante per il club sammarinese, fondato nel 1985, che quel primo scudetto lo voleva, eccome. Un’impresa che porta la firma anche di Doriano Bindi che a San Marino è nato (49 anni fa), vive ed allena, dopo otto stagioni come giocatore e un passato negli Usa da ragazzo con la famiglia. Una vittoria costruita grazie ad un gruppo compatto, con uno zoccolo duro di italiani, più alcuni latino-americano e qualche «yankee» e due soli sammarinesi (Lonfernini ed Ercolani). Hanno spento le velleità del Nettuno a suon di fuoricampo, dieci nella serie finale, con l’italo-argentino De Biase, devastante in attacco. Destino ha voluto che a dare una svolta alla sfida che valeva una stagione intera fosse proprio un nettunese, Francesco Imperiali, classe 1983.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=288929

 

Io, senza scorta nel mirino dei miei nemici Settembre 1, 2008

Archiviato in: news sito web — seuncio @ 10:46 am
Tags: , , , , , , ,

Prima che decidessero di togliermela, ero sotto scorta da quattro anni e mezzo. Il che vuol dire che in questo periodo di tempo non sono mai potuto uscire da solo con mia moglie, accompagnare i bambini a scuola da solo come tutti i papà, uscire senza averlo programmato per comprare un giornale o andare a trovare un amico o per fare qualsiasi cosa che non possa essere programmata con anticipo.
Vivere sotto scorta è un primo livello di arresti domiciliari: si rinuncia alla privacy e in compenso la tua famiglia diventa anche quella della tua scorta, di cui conosce tutti i caratteri umani i casi personali, e insomma si vive insieme con dei deliziosi sconosciuti che hanno sempre un’arma a portata di mano e con cui si diventa più che amici.
Vivere sotto scorta non è come avere l’auto blu. Non è un privilegio ma la certificazione che gli uffici che si occupano della sicurezza dopo l’assassinio di Marco Biagi hanno considerato la tua vita in pericolo. Ma la mia vita è in pericolo? Io questo non lo so ma se devo giudicare il fatto che dopo due anni di scorta la mia protezione fu aumentata al livello di quella del mio amico Ben Hur, ambasciatore di Israele presso la Santa Sede, devo dedurre che qualcosa di concreto ci doveva essere. D’altra parte chi conosce la storia di Alexander Litvinenko conosce anche il gruppo di e-mail che, nel giorno del suo omicidio, gli vennero fatte leggere al sushi bar di Piccadilly Circus in cui erano descritte dal signor Eugeni Limarev le circostanze dettagliate e le modalità che prevedevano fra l’altro il suo e il mio omicidio.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=287152

 

Pagano sempre gli stessi Luglio 18, 2008

Archiviato in: news sito web — seuncio @ 10:36 am
Tags: , , , ,

I dati che con cadenza mensile descrivono lo stato e l’andamento dell’economia italiana ci dicono di una crisi che si sta avvitando lungo una spirale della quale nessuno può ancora dire dove sia il fondo. Lungo questa spirale interagiscono soprattutto consumi e produzione del reddito: la riduzione degli uni determina la contrazione dell’altra; e la contrazione di questa la riduzione di quelli. L’attualità fornisce una spiegazione comoda per tutti. I rincari dei prezzi internazionali dell’energia, delle materie prime e delle derrate alimentari di base costituiscono una tassa alla quale dobbiamo sottostare perché di quei beni non si può fare a meno. È vero, com’è vero che nessun singolo Paese consumatore ha il potere di intervenire sul livello di quei prezzi. E siccome non c’è niente da fare, questa pesante congiuntura viene accettata quasi fatalisticamente, per cui la preoccupazione per la propagazione degli effetti fa premio su quella per le cause della crisi stessa. Come conseguenza di questo atteggiamento, la Bce innalza il costo del denaro e sollecita moderazione salariale, il che, tradotto, significa che la riduzione del potere d’acquisto di chi vive del proprio lavoro non deve essere recuperata; la Confindustria mette le mani avanti per avvertire che la competitività delle imprese non consente recuperi; il governo si limita a qualche tentativo per tamponare le conseguenze sociali più insostenibili accampando la penuria di risorse (una penuria, comunque, che non ha impedito di affrancare dall’onere dell’Ici le abitazioni di fascia più alta).

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77086