Il segmento di rete fissa, quello mobile, la Tv via cavo, Internet, e poi i clienti retail, quelli business e gli altri piccoli operatori che acquistano i servizi all’ingrosso dalle maggiori società di telecomunicazione danno un’idea delle molteplici fonti di reddito per i player del settore.
In Europa, infatti, l’authority che regola il settore vorrebbe imporre agli operatori un costo dello scatto alla risposta più basso, mentre in Italia si pensa già da tempo alla possibilità che anche da noi si separino le attività di telefonia fissa da quelle wireless.La necessità di essere grandiLa risposta delle principali società di telecomunicazione alle dinamiche in atto è quella di concentrarsi sulle attività core, ovvero quelle che garantiscono elevati margini di profitto, in modo da sfruttare al massimo le economie di scale.
Prima Wind con la russa VimpelCom, che insieme hanno dato vita al quinto operatore di telefonia mobile al mondo, poi è stata la volta di AT&T che rilevando le attività di T-Mobile Usa da Deutche Telecom è diventata la prima società di telecomunicazione mobile negli Stati Uniti.
Adesso si attende la risposta di Verizon, il secondo operatore americano, che per riguadagnare importanti fette di mercato potrebbe puntare alla conquista di Sprint Nextel.
Fonte:
http://www.trend-online.com/prp/settore-telecomunicazioni/