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La leggenda delle api uccise dai pesticidi Settembre 22, 2008

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Ogni tanto, da parte delle solite associazioni ambientaliste, si sente gridare all’allarme per la presenza nei cibi di tracce di fitofarmaci. Del cui uso quelle stesse associazioni chiedono, molto irresponsabilmente, l’abbandono. Bisogna invece essere consapevoli che non solo non vi è alcuna giustificazione scientifica per abbandonare l’uso di antiparassitari chimici, ma che, anzi, vi sono tutte le ragioni per continuare a investire in ricerca per il loro sviluppo e miglioramento. Essi, piaccia o no, fanno parte di un più ampio schema di tattiche per il controllo della sana crescita dei prodotti agricoli, visto che – checché ne dicano quegli ambientalisti – per combattere malattie e parassiti, non esiste una singola strategia che funzioni in ogni tipo di ecosistema. Gli agrofarmaci devono allora essere considerati uno strumento indispensabile per accrescere la produzione agricola in modo sicuro ed ecologicamente accettabile. Anzi, proprio grazie al fatto che il loro impatto sull’ambiente diventa continuamente meno preoccupante e che – a guardare i fatti senza lasciarsi affascinare dai desideri – non esistono alternative che siano efficaci e universalmente disponibili, gli antiparassitari continueranno per i prossimi decenni ad avere un ruolo dominante in agricoltura.
Recentemente è stato sollevato il problema, che si vorrebbe attribuire ad alcuni insetticidi a base di neonicotinoidi, della moria delle api. Visto che uso regolarmente il miele a colazione, il problema mi tocca personalmente.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=292220

 

Un dramma con il lieto fine Fabio Biondi dirige la Didone Settembre 22, 2008

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Oggi alle 20, alla Scala, l’opera di Cavalli «La Didone» prenderà vita grazie all’Orchestra Europa Galante diretta da Fabio Biondi in collaborazione con la Fenice di Venezia. Al Teatro Dal Verme invece, alle 20,30, per MiTo si esibisce la Junge deutsche Philarmonie diretta da George Benjmin. Domani alle 20 il celebre teatro del Piermarini ospiterà l’ultimo recital della stagione 2007/08. Protagonista il tenore Ramòn Vargas, accompagnato al pianoforte da Mzia Bachtouridze, che partirà da Brahms camerista, entrerà in teatro con l’aria di Lenskij dall’Onegin di Cajkovskij, ne uscirà con Rachmaninov e terminerà con Donizetti. Mercoledì alle 17, nel Ridotto Toscanini, suonerà l’Ensemble da Camera dell’Accademia del teatro. Mentre più tardi, alle 20, si esibiranno la Filarmonica ed il coro. Due concerti riservati sono in programma, sempre alla Scala per il weekend. Sabato, alle 20, toccherà alla Staatskapelle Dresden. Domenica alla stessa ora sarà la volta della Filarmonica.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=292364

 

Il Milan fa festa e schianta la Lazio Ma Inter e Juve sono già in fuga Settembre 22, 2008

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Milano – Si sveglia il Milan. Si sveglia appena c’è il pericolo concreto di diventare la storiella del campionato e di uscire dai giochi del tricolore prima del tempo. Si sveglia in modo perentorio come piace alla sua gente, con una prova che testimonia di progressi vistosi e di lezioni mandate a memoria. Segno che dentro il gruppo di Milanello i primi due schiaffoni rimediati con Bologna e Genoa mettono giudizio all’intera compagnia. Compreso Ancelotti protagonista di scelte coraggiose: lasciare in panchina a prendersi le raffiche di tramontana Shevchenko e Ronaldinho non è proprio semplice. Ma bisogna privilegiare la salute dei giovani (Pato e Borriello) oltre che il talento purissimo di Kakà, in evidente progressione. E con questa combinazione felice, il Milan dispone facilmente della Lazio ritornata a terra dopo due turni appena. Addirittura più facilmente di quel che appare all’intervallo, col risultato in bilico sul 2 a 1. La spiegazione didascalica è molto semplice: se il Milan aggiunge all’abilità delle sue stelle e alla precisione dei suoi attaccanti, il senso dell’appartenenza, il sacrificio e la corsa, allora le distanze e le categorie vengono fuori. E forse questo Milan, bello di notte e inguardabile di giorno, può solo migliorare da qui al derby che è poi l’appuntamento di domenica prossima.

È vero, non basta il talento. Ci vuole anche un pizzico di fortuna, come ricorda Silvio Berlusconi arrivando allo stadio.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=292299

 

Le multe «pazze» finiscono nel mirino della magistratura Settembre 19, 2008

Archiviato in: weather news — seuncio @ 4:35 pm
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(…) responsabilità già nella lettera che spedisce ai contribuenti. Spiega di essere solo un esattore e di eseguire ordini arrivati dal Comune. Suggerisce di rivolgersi alla polizia municipale per qualsiasi spiegazione.Il fatto è che molti, in attesa con il numerino del proprio turno in mano, si confrontano tra loro e scoprono di essere tutti nella stessa situazione. Hanno ricevuto richieste di pagamenti per multe già pagate, come dimostra ampiamente la ricevuta fortunatamente ritrovata in qualche cassetto dopo quattro anni. Altri scoprono solo ora di avere una contravvenzione della quale avevano sempre ignorato l’esistenza. C’è persino chi la stessa multa l’ha pagata due volte, ma ora la polizia pretende di raddoppiare pure i punti da togliere sulla patente. La mattinata in via Di Francia scorre lenta, fuori dalla porta a vetri degli uffici. Fino al momento in cui il cittadino riesce a guadagnare lo sportello, convinto di poter vedere riconosciute le proprie ragioni. Macché, non basta neppure la ricevuta che dimostra il pagamento effettuato. Allo sportello prendono atto, ammettono, ma rilanciano: «La multa l’avrà pagata, ma forse fuori tempo massimo, oltre i 60 giorni». E questo basterebbe, secondo i vigili, a giustificare una cartella esattoriale già messa a ruolo all’insaputa del cittadino per oltre cento euro tra more, interessi e diritti di segreteria vari. Ma c’è chi vorrebbe capire, verificare.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=291707

 

Norme anti-rom, l’Europa riapre il caso Italia Settembre 17, 2008

Archiviato in: new york web — seuncio @ 12:07 pm
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La vertenza tra il governo italiano e la Ue sulle impronte ai bimbi rom non è affatto «chiusa» come avevano cercato di farci credere. Sono bastate le indiscrezioni (di fonte certa) sull’audizione del commissario alla Giustizia Jacques Barrot davanti agli eurodeputati della commissione parlamentare Libertà civili per demolire le bugie di Maroni e del governo con cui si era accreditato, in Italia, l’«accordo» dell’esecutivo comunitario con le misure anti-nomadi. Come se non bastasse, mentre nel vertice sui rom ieri a Bruxelles, la rappresentante del governo italiano veniva pesantemente contestata, si è andata profilando una nuova occasione di scontro. Alla delegazione di sette deputati della commissione Libertà civili che da domani saranno a Roma, si sono aggregati, senza che nessuno li avesse invitati, alcuni tra i peggiori esponenti della destra razzista e xenofoba di casa nostra, tra cui i fascisti Roberto Fiore e Luca Romagnoli e il collega di partito di Maroni Mario Borghezio, con la trasparente intenzione di «bilanciare» le prevedibili critiche della delegazione «vera».Ma andiamo con ordine. Barrot, forse di malavoglia, davanti ai parlamentari europei ha dovuto sbugiardare Maroni su due punti. Il primo sono le assicurazioni distribuite a destra e a manca dal ministro sul fatto che la sua risposta alle sollecitazioni al chiarimento venute dalla Commissione di Bruxelles era consistita sic et simpliciter nell’invio dell’ordinanza originaria e che quindi era stata quella l’oggetto dell’«assoluzione» di Bruxelles.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=79062

 

Pakistan, altro ‘errore’ americano: un missile su un villaggio: morti 12 civili Settembre 17, 2008

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La guerra in Afghanistan fa morti anche in Pakistan. E come sempre sono civili: almeno 12 persone, tra cui donne e bambini, sono rimaste uccise da un missile sparato da un aereo americano senza pilota nel villaggio di Tol Khel, al confine con l’Afghanistan. Secondo fonti locali, l’obiettivo era colpire una casa appartenente ad un militante talebano. Nella zona infatti le forze della coalizione stanno ricercando dei miliziani di Al Qaeda. Si contano anche 10 feriti. Una strage senza fine visto che, appena la settimana scorsa, in un’operazione nel Waziristan meridionale avevano perso la vita venti persone tra cui donne e bambini. L’ultima tragedia pakistana arriva dopo le polemiche su alcune indiscrezioni secondo cui in luglio il presidente Usa, George W. Bush, approvò ordini segreti per autorizzare azioni all’interno del Pakistan anche senza il consenso di Islamabad. E sempre nella zona al confine con l’Afghanistan, precisamente nella regione del Bajur, sono morti almeno trenta guerriglieri nel corso di scontri con l’esercito pachistano. A cadere sotto il fuoco delle armi sono stati anche due militari pachistani. Per Murad Khan, portavoce dell’esercito pachistano, sarebbero centinaia i guerriglieri uccisi dalle forze di sicurezza nella regione nord-ovest del paese nelle ultime settimane.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78941

 

Venceremos adelante – Cinema Settembre 17, 2008

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Birdwatchers-La terra degli uomini rossi di Marco Bechis sceneggiatura di Marco Bechis, Luiz Bolognesi, Lara Fremderfotografia di Helcio Alemao Nagamine montaggio di Jacopo Quadri con: Claudio Santamaria, Chiara Caselli, Alicelia Batista Cabreira, Abrisio da Silva Pedro, Ambrosio Vilhalva

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78927

 

Fascismo: Alemanno spiega, Veltroni si dimette La Russa: rispetto per Salò. Napolitano attacca Settembre 8, 2008

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Roma – Polemica e guerra aperta. Il segretario del Pd ed ex sindaco di Roma Walter Veltroni si dimetterà oggi dal comitato per il museo della Shoah in
rottura con le affermazioni del sindaco Gianni Alemanno sul fascismo. Veltroni spiegherà le motivazioni del suo
gesto in una lettera al comitato del museo.
Il leader del Pd era stato da sindaco tra i promotori del comitato del museo romano e, dopo le sue dimissioni da primo cittadino gli era
stato chiesto di rimanere, ma per Veltroni sarebbe inaccettabile restare in un organismo in cui siede chi non condanna in modo
inequivocabile il fascismo e le leggi razziali.

Alemanno smorza “La polemica che si è generata in questi
giorni è stata basata più sui titoli giornalistici che sulla realtà delle mie affermazioni. Quindi, farà fede ciò che dirò adesso nel discorso
ufficiale”. Chiarisce così il sindaco di Roma Gianni Alemanno, al termine della Santa Messa celebrata, questa mattina, a Santa Maria in
Aracoeli in ricordo dei caduti per la Difesa di Roma. “Per il sottoscritto comprendere la
complessità storica del fenomeno totalitario in Italia e rendere omaggio a quanti si batterono e morirono su quel fronte in buona fede,
non significa non condannare senza esitazione l’esito liberticida e antidemocratico di quel regime”. Così, durante il proprio intervento
alla celebrazione per l’8 settembre in corso a Porta San Paolo, Alemanno è intervenuto alla presenza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, per chiarire la propria
posizione in seguito alle sue affermazioni sul fascismo.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=289013

 

«Li cacceremo, come abbiamo fatto al Duomo» Settembre 8, 2008

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Si incontrano ogni sabato, dalle nove del mattino a sera inoltrata. Mangiano, chiacchierano, si ubriacano, schiamazzano. Come farebbero nei loro Paesi d’origine: Perù, Bolivia, Ecuador. Solo che il luogo di ritrovo non è una qualunque città sudamericana, ma il centro di Milano, per l’esattezza il piazzale che da un lato costeggia la Darsena e dall’altro il mercato coperto di piazza XXIV maggio. Quello che un tempo era un luogo di passaggio per i cittadini che frequentano le bancarelle del mercato è ormai ridotto a una discarica, con cumuli di immondizia e un odore insopportabile di urina. Sono passati sette anni, ma nulla è cambiato. Tanto che residenti e ambulanti cominciano a non poterne più.«La situazione è insostenibile – denuncia Angelo, che da 18 anni gestisce una bancarella che vende fiori e piante -. Queste persone si incontrano ogni settimana. Arrivano con donne e bambini, armate di pentoloni pieni delle loro minestre. Alle nove del mattino cominciano a mangiare, ma il peggio succede di pomeriggio quando attaccano a bere e si ubriacano». A quel punto non è raro che scoppino risse violente. «I cittadini hanno paura – continua il commerciante – e allora evitano di passare vicino al gruppo. Il risultato è che le nostre vendite sono in calo». In compenso, vanno bene quelle dei sudamericani. Che nel piazzale offrono porzioni di cibo tipico a due o tre euro. Sui banchi improvvisati si trova di tutto: dalla chicha – un succo ghiacciato a base di mais rosso – al caldo de mote – una minestra che contiene polmone e midollo di vitello -, senza tralasciare torte al cioccolato e budini.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=288960

 

Ma in squadra i sammarinesi sono solo due Settembre 8, 2008

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Nel campionato del sessantenario, il baseball italiano scrive per la prima volta nell’albo d’oro il nome di una squadra di un altro Stato. È infatti il San Marino a cucirsi il tricolore sul petto dopo sette intense, appassionanti sfide scudetto contro il glorioso Nettuno, che di titoli ne ha invece 17. Una novità assoluta per il baseball di casa nostra, un evento storico per lo sport nazionale. San Marino campione d’Italia entra così nella storia con uno scudetto sfiorato una prima volta nel 2005 e centrato l’altra notte vincendo la sfida decisiva per 7-5 contro un mai domo Nettuno che aveva respinto ben due match-point. Ma che, alla fine, ha capitolato, sul diamante di casa, proprio alla «bella». L’epilogo, otto minuti dopo la mezzanotte, il momento più esaltante per il club sammarinese, fondato nel 1985, che quel primo scudetto lo voleva, eccome. Un’impresa che porta la firma anche di Doriano Bindi che a San Marino è nato (49 anni fa), vive ed allena, dopo otto stagioni come giocatore e un passato negli Usa da ragazzo con la famiglia. Una vittoria costruita grazie ad un gruppo compatto, con uno zoccolo duro di italiani, più alcuni latino-americano e qualche «yankee» e due soli sammarinesi (Lonfernini ed Ercolani). Hanno spento le velleità del Nettuno a suon di fuoricampo, dieci nella serie finale, con l’italo-argentino De Biase, devastante in attacco. Destino ha voluto che a dare una svolta alla sfida che valeva una stagione intera fosse proprio un nettunese, Francesco Imperiali, classe 1983.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=288929