Ogni tanto, da parte delle solite associazioni ambientaliste, si sente gridare all’allarme per la presenza nei cibi di tracce di fitofarmaci. Del cui uso quelle stesse associazioni chiedono, molto irresponsabilmente, l’abbandono. Bisogna invece essere consapevoli che non solo non vi è alcuna giustificazione scientifica per abbandonare l’uso di antiparassitari chimici, ma che, anzi, vi sono tutte le ragioni per continuare a investire in ricerca per il loro sviluppo e miglioramento. Essi, piaccia o no, fanno parte di un più ampio schema di tattiche per il controllo della sana crescita dei prodotti agricoli, visto che – checché ne dicano quegli ambientalisti – per combattere malattie e parassiti, non esiste una singola strategia che funzioni in ogni tipo di ecosistema. Gli agrofarmaci devono allora essere considerati uno strumento indispensabile per accrescere la produzione agricola in modo sicuro ed ecologicamente accettabile. Anzi, proprio grazie al fatto che il loro impatto sull’ambiente diventa continuamente meno preoccupante e che – a guardare i fatti senza lasciarsi affascinare dai desideri – non esistono alternative che siano efficaci e universalmente disponibili, gli antiparassitari continueranno per i prossimi decenni ad avere un ruolo dominante in agricoltura.
Recentemente è stato sollevato il problema, che si vorrebbe attribuire ad alcuni insetticidi a base di neonicotinoidi, della moria delle api. Visto che uso regolarmente il miele a colazione, il problema mi tocca personalmente.
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=292220