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Kirghizistan, 65 i morti del Boeing precipitato, 22 i superstiti Agosto 31, 2008

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Delle 68 vittime del disastro aereo avvenuto domenica all’aeroporto Manas di Bishkek, in Kirghizistan, 44 sono iraniane. Altri 10 iraniani sono tra i 22 superstiti. Il Boeing 737 della compagnia privata “Itek Air”, schiantatosi al decollo dallo scalo della capitale kirghiza, era diretto a Mashhad in Iran. Non è tuttavia ancora chiaro il numero delle persone che si trovavano a bordo al momento dello schianto: 83 o forse 90 tenendo conto dei 7 membri dell’equipaggio. In un primo momento si era parlato di 123 persone a bordo. Il ministro dell’Emergenza del Kirghizistan, Kamchibek Tashiyev, ha spiegato che l’aereo è precipitato a cinque chilometri dall’aeroporto di Manas, nei pressi del villaggio di Dzhangi-Dzher. L’aeroporto di Manas è situato a 30 chilometri della capitale, Bishkek. La Itek Air fa parte della lista di compagnie aeree bandite dall’Unione europea in base agli standard di sicurezza. I militari della vicina base aerea statunitense hanno prestato il loro aiuto ai soccorritori con pompieri e personale medico, secondo quanto dichiarato da un responsabile della base. Il disastro aereo segue di pochi giorni quello avvenuto all’aeroporto di Madrid. L’aereo, della compagnia kirghiza Itek Air, che compare nella «lista nera» dell’Ue, era diretto in Iran.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78341

 

Birmania, un anno dopo Agosto 31, 2008

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Un anno fa, di questi giorni, entravano nelle nostre case le immagini di migliaia di monaci buddisti, scalzi e a mani nude, nelle loro tuniche color zafferano, in corteo nelle strade delle città birmane. Protestavano contro un violento rincaro dei prezzi che rendeva ancora più penose le condizioni di vita quotidiana di una popolazione già frustrata dalla povertà e dall’oppressione della dittatura. La protesta dilagò per settimane in tutto il paese. Fino a che la giunta militare – inizialmente sorpresa e incerta di fronte a quel moto di popolo – lo soffocò con la violenza. L’indignazione fu enorme. Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu condannò la repressione. Il Segretario generale Ban Ki Moon nominò un Rappresentante speciale, Ibrahim Gambari, con il compito di promuovere e favorire una stagione di riconciliazione nazionale e di transizione democratica. Stati Uniti, Unione Europea e altre nazioni occidentali adottarono sanzioni. L’Asean – l’associazione regionale dei Paesi del Sud-est asiatico – e i principali Paesi della regione, pur non adottando sanzioni, chiesero la fine della repressione e l’avvio di un dialogo tra Giunta e opposizione democratica guidata da Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la Pace e leader di quella Lega Nazionale per la Democrazia (Ndl) che nel ‘90 aveva ottenuto una schiacciante vittoria elettorale, subito soffocata dai militari. Nelle settimane immediatamente successive alla repressione la Giunta – consapevole e preoccupata dell’assoluto isolamento internazionale in cui era precipitata – fece qualche timida apertura: Gambari potè visitare il Paese, ottenendo la liberazione di gran parte degli arrestati, incontrando Aung San Suu Kyi e promuovendo l’avvio di colloqui tra un rappresentante della Giunta e la stessa Aung San Suu Kyi, che ebbe anche la possibilità di riunirsi – per la prima volta dopo anni di isolamento – con i pochi dirigenti della Nld ancora in libertà.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78464

 

Atletica, Italia medaglia d’oro per la marcia con il bolzanino Schwazer Agosto 24, 2008

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Il dito indice della mano destra al cielo, le lacrime, il bacio sul segno di lutto apposto sulla maglia per la morte del nonno. Il bolzanino Alex Schwazer è entrato così nello stadio di Pechino, dove è andato a prendersi la medaglia d’oro della 50 chilometri di marcia, come avevano fatto Giuseppe Dordoni a Helsinki 1952 e Abdon Pamich a Tokyo 1964. Seconda medaglia italiana nell’altetica leggera dopo il bronzo di Elisa Rigaudo, il trionfo dell’altoatesino, pure lui allievo di Sandro Damilano. Ma lui commenta, ancora sotto choc per la morte del nonno: «Oggi ho faticato, ma non tanto», dice sorridendo a Rai Sport. «Fino a treore di gara mi sembrava di stare a letto, non volevo neanche allungare, poi ho preso l’acqua, ho fatto 20 metri un pò più forte e ho visto che si staccavano e allora ho allungato. Tutto qua».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78263

 

Tonini: «Il Pd Agosto 24, 2008

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«Attenzione, se continuiamo così finisce come con l´Unione». Giorgio Tonini, della Direzionale nazionale del Pd, legge con preoccupazione le roventi polemiche che a livello nazionale e locale stanno attraversando il partito. «Ci vorrebbe più pazienza», commenta dopo aver letto, tra le altre, le dichiarazioni di Cacciari e Parisi e il resoconto dei quotidiani dell´estate bollente del Pd. Tonini, Cacciari critica il gruppo dirigente del segretario Veltroni. Dice: non sono persone autorevoli. Non c´è tregua? «Io faccio parte del gruppo dirigente, c´è un conflitto di interessi… Ma provo ugualmente a rispondere. Sono stato tra i primi a dire dopo le elezioni che erano necessari una verifica democratica e un congresso. Sono convinto che sia necessario il prima possibile un passaggio congressuale democratico che coinvolga prima gli iscritti e poi tutti gli elettori, perché dobbiamo definire la nostra strategia di opposizione in vista di una rivincita sul centrodestra. Ma per fare un congresso e chiamare gli iscritti a dire la loro bisogna avere gli iscritti: il tesseramento è appena iniziato e non si concluderà prima della fine dell´anno».Parisi, ma anche Cacciari, chiedono il congresso. Si anticiperà la data? «Il congresso è previsto entro il 2009, dobbiamo decidere se tenerlo a scadenza naturale, dopo le elezioni europee, o anticipatamente. Non vedo perché, però, debba essere brandito come un´arma polemica all´interno del partito.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78180

 

La Chiesa che dà fastidio Agosto 24, 2008

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Famiglia Cristiana non è il solo giornale ad inquietare le gerarchie della Chiesa. È già successo; risuccederà. Con l’assenso silenzioso del Vaticano il fascismo aveva scremato ogni testata considerata inopportuna. Fogli diocesani «non patriottici» nel mettere in dubbio le opere del regime. Anche la democrazia non è stata da meno. Lontano dai veleni del dopoguerra, negli anni Ottanta Padre Alex Zanotelli è stato rimosso dalla direzione di Nigrizia per aver pubblicato l’elenco delle industrie italiane che fabbricavano armi proibite: mine antiuomo, per esempio. E Alex si è rifugiato fra i disperati di una baraccopoli di Nairobi. Dieci anni fa un nunzio apostolico smentiva con durezza l’Osservatore Romano rimpicciolendolo in «uno dei tanti giornali cattolici, ma non voce ufficiale del Vaticano». Insomma, dire qualcosa che contraddica la visione di un alto prelato può diventare un azzardo con incognite pericolose per un giornale della galassia cattolica. Come tutti sanno nella sala stampa di Roma padre Lombardi ha preso le distanze dalla rivista dei Paolini, mentre tempo fa, a Città del Messico, il nunzio spostolico Girolamo Prigione, rispondeva ai giornalisti che chiedevano conto del suo strano silenzio su un monsignore perseguitato dalle milizie private dei grandi proprietari del Chiapas. Il nunzio lo aveva abbandonato, perché? «Perché è un problema interno messicano.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78111

 

Nel «mirino» lucciole, degrado e mendicanti Agosto 22, 2008

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Dopo il decreto del ministro dell’Interno Roberto Maroni che assegna i superpoteri ai sindaci anche in materia di sicurezza e degrado, il sindaco Letizia Moratti ha incaricato i tecnici del Comune e il comandante della polizia locale Emiliano Bezzon di stilare l’ordinanza che consentirà di affrontare con mezzi più efficaci i maggiori problemi della città. Come la prostituzione esercitata in strada che sarà combattuta portando fino a 500 euro la multa comminata ai clienti sorpresi a contrattare con le «lucciole» o in loro compagnia. In arrivo, annuncia il vicesindaco Riccardo De Corato, anche le norme contro l’accattonaggio e i lavavetri. «Cercheremo – spiega – di colpire i genitori offrendo ai minori protezione e un percorso di accompagnamento per liberarsi dal racket. Solo così possiamo sperare che ci raccontino gli abusi di cui sono vittime e che ci consentiranno di arrestare i loro aguzzini». Nel mirino della Moratti anche i writers. Pene severe, fra cui l’obbligo di ripulire muri e monumenti danneggiati, per chi verrà sorpreso a imbrattare palazzi o statue. Oltre, ovviamente, a multe salatissime. In via di definizione anche il capitolo truffe agli anziani che saranno protetti da regole molto più severe.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284906

 

Usa: ritiro dall’Irak entro il 2009 Vicino l’accordo finale sui tempi Agosto 22, 2008

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da BagdadWashington e Bagdad hanno annunciato di essere d’accordo sulla necessità di fissare un calendario per il ritiro delle truppe americane dall’Irak. Secondo quanto riferito da un alto ufficiale del Pentagono, il disimpegno dalle città irachene potrebbe iniziare non prima di giugno 2009. Il segretario di Stato Condoleezza Rice, in visita a sorpresa a Bagdad, e il suo omologo iracheno, Hoshyar Zebari, hanno dichiarato che un accordo sull’exit strategy degli Stati Uniti è vicino, ma non è stato ancora finalizzato. L’intesa sullo status delle forze americane è parte di un piano strategico temporale che ha al centro le relazioni a lungo termine tra Stati Uniti e Irak. Dovrebbe legittimare la presenza delle truppe americane nel Paese mediorientale oltre la fine del 2008, quando scadrà il mandato delle Nazioni Unite sulla missione internazionale. I negoziati sull’intesa tra i due Paesi vanno avanti da mesi e frizioni politiche interne a Bagdad hanno rallentato la firma. Anche ieri, i responsabili dell’ufficio politico che fa riferimento al leader sciita Moqtada al Sadr hanno criticato la visita di Rice e il possibile accordo sullo status delle truppe. Hanno inoltre ripetuto la richiesta di immediato ritiro delle «forze di occupazione americane». Il numero di soldati americani in Irak è sceso da un picco di 160mila unità nel 2007 a 144mila oggi. L’accordo prevederebbe, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, il ritiro dell’esercito degli Stati Uniti dalle città nelle basi circostanti a partire dalla prossima estate e il disimpegno completo dal Paese tra 2010-2011.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284827

 

Il dono dei Comuni della Brianza: un’auto in più per i carabinieri Agosto 22, 2008

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I cittadini hanno davvero paura. E allora le amministrazioni comunali di Cesano Maderno, Limbiate e Segrate hanno già concesso in uso gratuito ai carabinieri che lavorano sul loro territorio, stando agli accordi col Comando generale, una Fiat Grande Punto. Si stanno muovendo in questa direzione anche i sindaci di Desio, Muggiò, Solaro, Nova Milanese e Seregno, ma la sensazione è che la scelta porti all’effetto domino. Del resto, fuori per l’indulto, i malviventi rapinano, spianano le armi contro gli uomini in uniforme, sequestrano ostaggi e uno uccide persino una pensionata per borseggiarla. Sono scatenati. «Ho constatato che i mezzi in dotazione ai militari dell’Arma di Limbiate – chiarisce Antonio Romeo il sindaco – sono insufficienti. Avere un’auto in più per pattugliare la città e fronteggiare gli episodi criminali è importante. Da noi i carabinieri, per quanto mi risulta possono contare su due Punto e una vecchia Tipo. Macchine che ormai hanno fatto il loro tempo. Quindi abbiamo deciso di stanziare ventimila euro per acquistare una nuova macchina». Anche a Desio il capo della giunta di centrodestra ha già deciso di mettere mano al bilancio comunale per far saltar fuori i soldi che servono per comprare la Grande Punto nuova fiammante da mettere nelle mani dei carabinieri. «Abbiamo la fortuna d’avere in città un comando di compagnia che comporta una nutrita presenza di uomini con le stellette e gli alamari.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284976

 

Agosto 22, 2008

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Dal 9 fino al 12 Un viaggio intorno all’uomo Agosto 22, 2008

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«Indeepandance» andrà in prima mondiale all’Arena Civica di Milano dal 12 al 14 settembre. Il kolossal audiovideo è nell’ambito di «Music Across», l’innovativa opera prima della Regione Lombardia con la direzione artistica di Caterina Caselli. L’opera racconta in 13 quadri il disagio dell’uomo alle prese con il mondo contemporaneo toccando i temi cruciali del pianeta. All’interno della grande «astronave» si alterneranno i Marlene Kuntz con Gianni Maroccolo, Howie B, Jacques Morelenbaum, Richard Dorfmeister, i MùM, Boosta dei Subsonica, il trombettista Nils Petter Molvaer e il direttore d’orchestra Borgar Magnason. L’«astronave» è costituita da una videoinstallazione composta da 4 megaschermi sui quali scorreranno le immagini del viaggio musicale. Ciascuna serata dura circa 75 minuti. Al termine Howie B, Dorfmeister e Boosta proporranno la «Silent disco».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=284874