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Saccà è rimasto solo, con Petruccioli accesa una speranza Luglio 18, 2008

Archiviato in: news websites — seuncio @ 3:32 pm
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Con il «caso Saccà» ancora una volta è la politica che fa da padrona e la Rai rischia di perdere sempre più la faccia. La notizia: Agostino Saccà è stato mollato dai suoi protettori. Le motivazioni: innanzitutto aver perso di vista la gravità dell’intercettazioni telefoniche che sulla Rai dovevano aprire una «questione morale», tutto questo grazie all’attenzione che i medi hanno dato più alla parte gossip, e a certi interventi durante la manifestazione di piazza Navona maggiormente incentrati più sulle attricette e sulle cortigiane di sua altezza che sul tentativo del Cavaliere di piazzare una delle candidate ad una fiction, amica di un senatore eletto all’estero, per portare quest’ultimo nel centro-destra. In cambio di questi favori Berlusconi avrebbe dato una grossa mano a Saccà per la società New Co e il progetto Pegasus. Infine è arrivato il voto sul «lodo Alfano» che rende immune il premier e che stralcia la sua posizione dalle intercettazioni, in cambio la maggioranza ha modificato la legge «blocca-processi», ottenendo così anche il consenso dei magistrati. Il Cavaliere è salvo e può finalmente pensare al Paese, mentre il fido Saccà andrà, da solo, verso il proprio destino. Se così non fosse i due top manager, Guido Paglia, l’uomo di An in Rai, e Fabrizio Del Noce, l’uomo di Forza Italia amico vero di Berlusconi, probabilmente non avrebbero mai scritto al direttore generale Claudio Cappon: «Con Saccà mai più una riunione».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77123

 

Del Turco, il sindacalista diventato politico con la Seconda Repubblica Luglio 18, 2008

Archiviato in: news web design — seuncio @ 2:50 pm
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Dal 2005, elezioni amministrative del 3 e 4 aprile, Ottaviano Del Turco, ex ministro delle Finanze, è presidente della Regione Abruzzo, per la coalizione dell’Unione con il 58,1 per cento dei voti. Per governare l’Abruzzo si dimette da Parlamentare europeo, dove era stato eletto nel 2004. Ma la storia politica di questo personaggio comincia da lontano. Dopo il diploma di licenza media inferiore si trasferisce a Roma ed inizia il suo apprendistato sindacale nella sede romana dell’Istituto nazionale confederale di assistenza (INCA). Come sindacalista di area PSI, entra a far parte della segreteria provinciale della FIOM di Roma e quindi approfondisce la sua conoscenza del sindacato dei Metalmeccanici entrando a far parte dell’ufficio di organizzazione centrale della FIOM (Federazione operai Metalmeccanici) della CGIL (1968). Prosegue la carriera sindacale prima guidando per molto tempo la corrente socialista della CGIL e successivamente diventando segretario aggiunto durante la segreteria di Luciano Lama (1970-1986). Nel 1992 lascia il sindacato e un anno dopo diventa segretario nazionale del PSI subentrando a Giorgio Benvenuto, che aveva provvisoriamente sostituito Craxi al momento dell’uscita di quest’ultimo dalla vita politica italiana. Il partito, sconvolto dall’inchiesta Mani pulite, durante la sua segreteria si sfalda, diventando prima SI (Socialisti Italiani) e poi SDI (Socialisti Democratici Italiani). Con quest’ultimo movimento, nel 1994 Del Turco viene eletto alla Camera (XII legislatura) nel collegio elettorale di San Lazzaro di Savena e viene nominato vicepresidente della Commissione Affari Esteri; nella successiva legislatura viene eletto al Senato nel collegio di Grosseto per L’Ulivo.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77127

 

Abruzzo, la rete del «sistema trasversale» Luglio 18, 2008

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«Destra e sinistra? Io non sto né di qua né di là, io sto con i soldi». Forse sta tutta in questa frase di Giancarlo Masciarelli, uno degli arrestati insieme al governatore Del Turco per la sanitopoli abruzzese, la spiegazione del «male» che sta divorando politica e istituzioni a Pescara e dintorni.«Il cancro, quelle metastasi maledette che ci stanno facendo ripiombare nel peggiore profondo Sud, quello che pensavamo di esserci lasciati alle spalle, il Sud marcio, della corruzione, della perdita di fiducia e di speranza», dice sconsolato Enrico Paolini, vicepresidente della giunta regionale abruzzese, una vita nel Pci di Berlinguer, ora alle prese con la peggiore grana della sua vita, uno che in tempi non sospetti il cancro lo aveva visto, ne aveva avvertito il pericolo, aveva fatto denunce. Ma ne parleremo dopo. Perché prima vale la pena raccontare il «partito dei soldi», quella massa enorme di danaro che ruota attorno al sistema della sanità pubblica e privata: 2 miliardi e mezzo di euro l’anno in Abruzzo, l’85% del bilancio regionale. Quanto basta per mettere in piedi quello che Gigi Vicinanza, direttore del Centro, il quotidiano più letto da queste parti, definisce «il partito delle cliniche», una sorta di «governo parallelo della Regione» che non ha bandiere e colori politici, è graniticamente unitario e bipartisan.L’inventore del modello è proprio Masciarelli, che in procura definiscono il «trait d’union» tra esponenti politici di destra e di centrosinistra.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77185

 

Pagano sempre gli stessi Luglio 18, 2008

Archiviato in: news sito web — seuncio @ 10:36 am
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I dati che con cadenza mensile descrivono lo stato e l’andamento dell’economia italiana ci dicono di una crisi che si sta avvitando lungo una spirale della quale nessuno può ancora dire dove sia il fondo. Lungo questa spirale interagiscono soprattutto consumi e produzione del reddito: la riduzione degli uni determina la contrazione dell’altra; e la contrazione di questa la riduzione di quelli. L’attualità fornisce una spiegazione comoda per tutti. I rincari dei prezzi internazionali dell’energia, delle materie prime e delle derrate alimentari di base costituiscono una tassa alla quale dobbiamo sottostare perché di quei beni non si può fare a meno. È vero, com’è vero che nessun singolo Paese consumatore ha il potere di intervenire sul livello di quei prezzi. E siccome non c’è niente da fare, questa pesante congiuntura viene accettata quasi fatalisticamente, per cui la preoccupazione per la propagazione degli effetti fa premio su quella per le cause della crisi stessa. Come conseguenza di questo atteggiamento, la Bce innalza il costo del denaro e sollecita moderazione salariale, il che, tradotto, significa che la riduzione del potere d’acquisto di chi vive del proprio lavoro non deve essere recuperata; la Confindustria mette le mani avanti per avvertire che la competitività delle imprese non consente recuperi; il governo si limita a qualche tentativo per tamponare le conseguenze sociali più insostenibili accampando la penuria di risorse (una penuria, comunque, che non ha impedito di affrancare dall’onere dell’Ici le abitazioni di fascia più alta).

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=77086

 

I pm insistono sulla «macelleria» Luglio 17, 2008

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Neppure il tempo di registrare la delusione per la sentenza Bolzaneto che ha smontato la linea accusatoria della procura che già ci si prepara alla seconda sentenza. E tornano i toni da tregenda. L’irruzione della polizia nella scuola Diaz durante il G8 nel luglio 2001 è stata al centro ieri mattina della prima parte della requisitoria del pm Francesco Cardona Albini, nel processo a carico di 29 poliziotti. «A commettere certe brutalità e pestaggi – ha affermato il pm – è stato il VII nucleo antisommossa guidato da Francesco Canterini e Michelangelo Fournier». «I due comandanti sono almeno colpevoli – ha aggiunto – di concorso morale nella “macelleria messicana” se non altro per la loro condotta omissiva». Il pm ha sottolineato inoltre: «Non è sufficiente che Fournier abbia gridato “basta, basta” perché il suo intervento è stato comunque tardivo». Il pm, ricostruendo l’ingresso della polizia, ha detto inoltre: «Gli insulti, le minacce e le urla connotavano già un intento da azione punitiva, sintomo di una aggressività che poco dopo si è scatenata sui manifestanti inermi».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276761

 

Via Poma, sarebbe di Busco il sangue trovato sulla porta Luglio 17, 2008

Archiviato in: abc news — seuncio @ 9:15 pm
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Era quella dell’ex fidanzato la saliva trovata sul corpetto di Simonetta Cesaroni. Sua, come ha dimostrato mesi fa l’analisi del dna fatta dal Ris, quella traccia lasciata forse dopo un morso o un bacio. Una traccia che tuttavia non provava altro che un incontro tra i due, forse nemmeno quello stesso giorno in cui Simonetta fu uccisa. Ma è di ieri la notizia che il dna di Raniero Busco sarebbe anche compatibile con quello isolato dal sangue, misto a quello della fidanzata, trovato su una porta dell’ufficio teatro dell’omicidio. Un nuovo indizio biologico dunque, riemerso a quasi 18 anni dall’omicidio, che condurrebbe ancora all’ex fidanzato di Simonetta Cesaroni, uccisa a via Poma a Roma il 7 agosto 1990 con 29 coltellate.La scoperta di questo ulteriore dettaglio è stata fatta dai carabinieri del Ris di Parma e l’esame svolto dagli esperti dell’Arma si è concluso con un’attribuzione del profilo genetico di Busco. Attribuzione questa ritenuta altamente probabile.Per avere maggiori certezze sull’esito dell’esame, i pm Italo Ormanni e Roberto Cavallone si sono rivolti a un’esperta spagnola, Maria Victoria Lareu Huidobro, docente di medicina legale dell’università di Santiago di Compostela. I risultati della perizia, tuttavia, devono essere ancora consegnati.Se grazie alle sofisticate tecniche di medicina forensese la nuova traccia biologica fosse attribuibile a un nome e un volto, questa consentirebbe di contestualizzare la presenza del probabile assassino sia temporalmente che spazialmente sulla scena del crimine.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276736

 

Hello world! Luglio 17, 2008

Archiviato in: Uncategorized — seuncio @ 2:18 pm

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